Sabato 22 febbraio 2025 alle ore 18.30 presso la sede dell’ACTIS in via Corti 3/A
Presentiamo il primo libro di Aurelio Nappi :
” il Portiere di Palazzo Gustav “
Finalista e Menzione Speciale al concorso letterario “La quercia del MYR 2024”
“il palazzo più pazzo del mondo con un portone su Trieste, uno su Milano, uno su Roma e uno su Trento” “Aurelio Nappi, classe 1970, romano di origine, impiegato in Questura (alla vernice del libro a Spazio Off ha confidato “Sono entrato in polizia per non fare il militare”…) e appassionato di teatro (c’è un profumo assurdo di Ionesco nelle sue pagine), ha esordito nella letteratura con “Il portiere di Palazzo Gustav” (ed. Scatole Parlanti, 2023, 156 pp., 16 euro), che è il palazzo più bizzarro del mondo: perché ha una pianta labirintica, appartamenti dai soffitti scombinati, altissimi o bassi bassi, un inquietante e irraggiungibile cortile interno ma soprattutto ha quattro lati e quattro portoni e ogni ingresso è in una città diversa. Quattro città dove l’autore ha abitato. Roma, Milano, Trieste e Trento . Se aggiungete poi che ogni finestra dà direttamente sul Golfo di Napoli, avrete un’idea di dove ci stiamo avventurando. Ebbene, “Il portiere di Palazzo Gustav” mi ha preso sorpreso e divertito, dall’inizio alla fine. Perché pur essendo alla sua prima prova letteraria, dopo aver frequentato una scuola di scrittura (di cui, istintivamente e pregiudizialmente diffido), Nappi ha disegnato dei personaggi carismatici e caricaturali, surreali e malinconici, che restano impressi nella memoria, tra cui: Giulio il bambino maggiorenne (per colpa della burocrazia, ma non vi spoilero il perché; dirò solo che alla fine rimedierà la lodevole burocrazia di Trento); i tre gemelli Gemelli (sì, Gemelli di cognome), i portieri Mario da giovane e Mario da vecchio (caratteri opposti) che convivono nello stesso tempo ma su lati diversi dello stesso palazzo, la signora Gertrude Colombi che ha una fobia psichica per tutte le prime volte ….
Recensione di Paolo Ghezzi. Ragazzo del 57, giornalista dal 79, troppo piccolo per il 68, ha scansato il 77 ma non la direzione del ”l’Adige” (8 anni 8 mesi e 3 giorni) e la politica (24 mesi in consiglio provinciale tra il 2018 e il 2020)
